Abbiamo una storia iconografica, raccolta in otto album di fotografie, da 120 pagine ciascuno, con tutti i personaggi e le loro opere immortalati, storia che ha inizio nel 1915, con fotografie di Alpini barbuti e impantanati, con enormi artiglieri che fanno il “presentat arm” con affusti di cannone come fossero fuscelli, con fotografie di Alpini agganciati per la pancia alle teleferiche sospese sull’abisso, fotografie che venivano inviate alle amorose per “farle piangere e sospirar”, come dice una nostra canzone.
E questi sono gli attori, i protagonisti della nostra storia, che non vollero più abbandonare quei loro ricordi, e, tornati a casa, vivi per caso o per fortuna, passati i primi tempi di sorpresa e di stordimento, si accorsero che gli erano rimasti nell’animo gli Alpini e il ricordo di un tempo glorioso, una malattia, che, entrata una volta nel sangue, non sparisce più.
Così nel 1919 a Milano un gruppo di soci fondatori piantarono il tricolore in galleria, e di lì nessuno riuscì a rimuoverlo, e non fu mai ammainato, nonostante una disposizione prefettizia e le pressioni della polizia, nel timore di disordini pubblici, antitaliani. E fu un’epidemia di amor patrio che si sparse per tutta l’Italia alpina.
Era nata l’Associazione Nazionale Alpini.
Storia della nostra sezione Alpina (1932 – oggi)
Non sono pochi gli Alpini che hanno concretamente contribuito a che la Sezione ANA di Reggio Emilia raggiungesse l’attuale livello di efficienza e ricordarli tutti si a pure succintamente come ciascuno di loro meriterebbe sarebbe cosa tutt’altro che facile, senza peraltro correre il rischio di scivolare su qualche imperdonabile dimenticanza . Tuttavia non è possibile accingersi a tracciare i contorni della Sezione senza sentirsi presi dal ricordo della indimenticabile figura di uno dei suoi principali fautori, colui che per oltre cinquant’anni ha vissuto fra e per gli Alpini come un torrente gonfio di generosità. Quanto ci sarebbe da dire dei meriti dell’ufficiale medico Alpino EMILIO MANENTI a cominciare dal mancato conferimento di quella Medaglia d’Argento al V.M. cui venne proposto, al suo prodigarsi verso i commilitoni, ai meriti acquisiti come fondatore, sostenitore e compilatore del giornale ALPINO REGGIANO. Al Ten. AURELIO COMASTRI che appena messo piede a terra di rientro da un lager tedesco, gli si fa incontro la Signora Carlina, moglie di Manenti, per dargli il “bentornato a casa” e chiedergli se avesse notizie di Emilio. La risposta fu questa : “si Signora, ho notizia indiretta ma assolutamente attendibile. So che il Ten.medico Manenti non ha più niente per potere curare i suoi Alpini e allora li tiene su con la fisarmonica, li aiuta così a resistere fino al loro rimpatrio e…..non ha alcuna intenzione di lasciarli”.
Fin dal 1923 gli Alpini delle province di Modena e Reggio costituirono una unica Sezione cui aderirono subito quelli che combatterono nella prima guerra mondiale dando luogo a numerose manifestazioni in diversi comuni delle due province. Tutto procedeva di bene in meglio, ma superato il numero di 400 iscritti reggiani, suddivisi in 17 Gruppi, si ravvisò la necessità di una Sezione autonoma a Reggio Emilia e a realizzarla, nel 1932, ci pensarono nove Alpini doc tutti Cavalieri di Vittorio Veneto che si diedero convegno nell’osteria della Croce Bianca, sulla cui porta venne poi murata una targa a ricordo dell’avvenimento. Meritano di essere ricordati questi NOVE benemeriti, tre dei quali si avvicenderanno poi alla Presidenza, che tennero a battesimo la Sezione chiamandola “X Reggimento alpini- Battaglione di Reggio Emilia”:
Col. ROSSI GIUSEPPE, Cap. ARPAJA DOGALI ARDUINO, Cap. MARINI SILVIO, Serg. CATTANI ARNALDO, Alp. CANOVI IVO, Alp. GENTILI ARISTIDE, Alp. MASEROLI GIOVANNI, Alp. PESENTI LUIGI, Alp. TORREGGIANI ATTILIO.
Primo Presidente Sezionale fu il Col. Giuseppe Rossi. Si cominciò quindi a partecipare più massicciamente a tutte le manifestazioni nazionali e locali: nel 1933 a Bologna e al Rif. Contrin; nel 1934 a Roma e a Pavullo di Modena; nel 1935 a Tripoli, a Civago e a Farneta di Modena; nel 1936 a Napoli ed alle Piane di Mocogno. Nel 1937 venne deliberato il cambiamento del nome della Sezione, che venne dedicata alla sua prima M.O.V.M. Ten Col. VASCO AGOSTI ; si partecipo al raduno a Firenze e si organizzò una grande manifestazione a Castelnovo ne Monti.
Nel 1938 si tenne il primo Raduno Sezionale a Reggio città: il Col. Rossi -nonchè Presidente di Sezione- poco dopo partì per la guerra. Fu un intrepido comandante e quado tornò dal fronte russo gravemente ferito e invalido, riprese in mano le sorti della sezione mantenendo questo impegno fino al 1948. Sempre nel 1938 si partecipò alla manifestazione della sez. di Parma a Salsomaggiore; nel 1939 ci fù la XX adunata nazionale a Trieste; nel 1940 a Torino, dove quasi tutti avevano e sventolavano la cartolina rosa del richiamo alle armi. Dopo l’Adunata scoppiò la seconda guetta mondiale (10 Giugno) e l’attività della Sezione si ridusse alle conduzione della segreteria.
Dopo la guerra, il 4 novembre 1948 l’instancabile Cap. Arpaja Dogali Arduino riunisce 39 alpini che, nella sala del CAI in piazza Battisti, ricostituisce la sezione reggiana con la formazione del primo gruppo, quello di Reggio città, con presidente di nuovo il Col. Giuseppe Rossi ed il Cap. Arpaia capogruppo di Reggio e segretario sezionale….inizia il grande lavoro di segreteria per rintracciare i vecchi soci riordinare lo schedario inviare le prime circolari ai vecchi soci e agli Alpini presumibilmente ritornati.
Lavoro che continua nel 1949 e frutta l’aumento dei soci che si iscrivono di nuovo. Nuovo presidente viene eletto l’Avv. Vincezo Periz, che si era trasferito a Reggio per motivi professionali. Si partecipa alla XXII adunata nazionale a Bassano e alla XXIII adunata nazionale a Bolzano. Nella primavera del 1950 viene ricostituito il secondo gruppo a Collagna con un’adunata rimasta sempre nel ricordo della gente, per l’insolita festa di cuori, di gente amica, cordiale, piena di simpatia e allegria. L’incubo della guerra era scomparso e si ricominciava a vivere. Nel 1952 furono costituiti i gruppi di Civago, Villa Minozzo, Ligonchio e Vetto d’Enza, con simpatiche e festose riunioni. quando nel 1953 ad appoggiare l’azione sociale della sezione, nacque il nostro periodico “L’Alpino Reggiano” un periodico lieto, con articoli di fondo e attualità, notizie di manifestazioni e cronaca.
1957
L’assemblea dei Soci elegge in gennaio alla presidenza il Cav. Arpaja Dogali Arduino, medaglia di bronzo, detto “Papà Arpaja” perchè aveva tenuto a battesimo tutti gli Alpini reggiani e durante la guerra visitava tutte le nostre famiglie e scriveva notizie a tutti noi, con quella calligrafia minuta divenuta familiare fra gli Alpini.
A Felina il 20 gennaio fu ricostituito il 17° gruppo (pres. Pietro Santi Tonino). Il 9 giugno si riformò il gruppo di Castelnovo Monti (18°) Pres. Nino Arlotti.
Il 23 giugno furono onorate le spoglie del Gen. Reverberi a Montecchio, nell’anniversario della morte. Il 6 ottobre si rinnovò la festa di Carpineti. Il 16 ottobre a Levizzano fu ripristinato il 19° gruppo. I soci salirono a 876, i tesserati erano già più di mille!
1958
Il 26 gennaio segnò un’importante partecipazione dei nostri della “Tridentina” alle onoranze in Montecchio al Gen. Luigi Reverberi,e a Brescia alla celebrazione annuale di Nikolajewka. Nel marzo si svolse a Trento la XXXI Adunata nazionale. I partecipanti avevano visitato sull’itinerario le città di Verona e di Rovereto. A Ciano d’Enza fu ricostituito il gruppo 20°: la neve salutò ancora gli Alpini. Il 13 luglio si riforma il gruppo di Paullo (21°) (Pres. Lino Fontanili). Il 31 agosto a Castelnovo ne Monti si tiene la terza adunata provinciale. Dopo l’onore ai Caduti, s celebra il sacro rito in piazza. Il 21 settembre gli Alpini ricambiarono la visita all’Avv. Periz, partecipando alla grande festa della fratellanza alpina della sezione di Piacenza.
1959
Il 2-4 maggio sono a Milano gli Alpini di tutt’Italia (60.000) per la XXXII Adunata nazionale: le accoglienze sono entusiastiche, il nostro bandierone si riempie di fiori. A Ligonchio il 14 giugno si svolge la 4° Adunata provinciale con un commosso pellegrinaggio sul monte di Ligonchio. L’Alpino Reggiano al suo VI anno di vita, ha raggiunto le 1800 copie, per ogni numero. Nella sezione i Soci hanno superato la quota 1000. Si susseguirono gli incontri a Montecchio, Regnano, Scandiano, Castelnovo Monti, Baiso.
Il 19-20 marzo gli Alpini vanno al mare: Venezia ospita la XXXIII Adunata nazionale: sfilata in riva degli Schiavoni fino a Piazza San Marco. Con noi c’è anche la fanfara di Felina, che ci accompagna sempre.
Dal mare ritorniamo in montagna, prima a Trinità, poi a Succiso e a Cervarezza per la 5° Adunata provinciale. Seguono i raduni di Montecchio, Pievepelago, Morfasso, Gavardo, in settembre Costaferrata di Paullo il 9 ottobre. Il 23 ottobre nasce il gruppo di Massa (Toano) 22°. Gli Alpini si ritrovano a Ligonchio il 28 maggio, a Montecchio il 24 giugno per la ricostituzione del gruppo 25°. I Soci sono 1317. Gli ammalati assistiti sono 1655 con 6311 medicinali.
1962
In gennaio ritorna la ricorrenza di Nikolajewka e gli Alpini si radunano a Montecchio, e a Brescia con la Tridentina. Il 4 febbraio si ripete la festosa riunione di Felina. A Bergamo il 17 19 marzo si svolge al XXXV Adunata nazionale.
LE riunioni si ripetono a Montecchio, a Regnano. Il 5 maggio viene decorato di Medaglia d’oro al Valor civile, un Alpino di Viano, Iaccheri Ivo, per un atto di sovrumano coraggio che era costato la vita già ad altri tre. Lui ne portò fuori da un pozzo nero ben quattro, rischiando a sua volta la vita, e uno si salvò.
E’ la quarta medaglia d’oro che va a brillare sul nostro vessillo.
Il 6 maggio c’è la festa di Giandeto, il 13 maggio di Casina.
Il 3 giugno a Costabona viene costituito il 26° gruppo con presidente Remo Campolunghi. A Toano il 10 giugno si tiene la VII Adunata provinciale. A Cavola il 16 settembre viene ricostituito il 27° gruppo presieduto da Peppino Baroni. I gruppi sono saliti a 27 i Soci a 1401. Medicinali consegnati: oltre 6.000.
1963
Il 10 aprile muore a 76 anni il Presidente Arpaja Dogali Arduino. Lascia un enorme rimpianto. Gli Alpini scendono a valle con i loro verdi gagliardetti, per l’ultimo saluto. Il 6 ottobre i gruppi di Toano, Massa, Cavola, Levizzano, Castellarano, Regnano e Montefiorino tengono a battesimo il nuovo gruppo 29° di San Cassiano.
I soci sono 1430. L’alpino Reggiano esce ormai trimestrale con 2000 copie per numero. Le prescrizioni mediche sono state 1947 con 6888 medicinali nell’anno, un valore enorme. Ma è un anno disgraziato: è l’anno della tragedia del Vajont a Longarone. Gli alpini accorrono subito. Fra noi vengono raccolte in breve tempo 133,000 lire per i primi soccorsi.
1964
Succede alla presidenza il Cavalier Luigi Pesenti, che si è fatto le ossa sul Col Santo nel 1915-1918, per coprire col proprio sacrificio La Ritirata di Caporetto, sacrificio che non poté conoscere la gioia della rivincita e della vittoria, perché i superstiti di allora andarono prigionieri in terra di Russia.
La storia dice che quando arrivò a casa aveva le scarpe un po’ logore. Sorride, non vuole accettare la presidenza perché, dice lui, non è neppure Caporale.
A Verona il 2-4 Maggio si svolge la XXXVII adunata nazionale. I nostri a Verona hanno ritrovato tutti i compagni veneti della guerra d’Albania e di Russia fra un brulicare di penne nere fino a tarda notte. A Regnano il 24 maggio ci si ritrova in tanti ma ancora in maggior numero a Vicenza il 7 giugno per l’adunata della Jiulia. A Carpineti si svolge il 14 giugno la nona adunata provinciale: sole, Santa Messa al campo, onore ai caduti, sfilata in paese.
Il gruppo di Cervarezza si stacca da quello di Busana e forma un nuovo gruppo autonomo il 30° con capogruppo Giovanni Dughetti. L’Alpino Reggiano compie il decimo anno di vita, trimestrale, partecipe della vita Alpina ma anche nazionale con articoli di fondo di buona sostanza. i soci sono 1446 punto le ricette evase Sono 1436 con 5179 medicine.
1965
Le riunioni si ripetono a Baiso, a Castelnovo Monti il 21 marzo, a Felina il 28 marzo, con Orchestra, a Ramiseto il 9 maggio. A Trieste il 22 maggio Ci richiama la XXXVIII Adunata Nazionale: 100.000 Alpini da tutta Italia. A Montecchio il 20 Giugno si svolge la X adunata provinciale. I soci sono ormai 1527, il sogno del Carlo Arpaia. La quota sociale è di Lire 350. I soci aumentano sempre, la porta della nostra casa è sempre aperta a tutti gli alpini, più cuori ci sono è più grande la nostra festa, più forte la nostra famiglia.
1966
A Costabona in gennaio rimpatria dai Balcani la salma di un valoroso: il capitano Prospero Fioroni decorato di due medaglie d’argento. il 23 aprile gli alpini ritornano al mare, a La Spezia, per la XXXIX adunata nazionale. L’8 maggio a Castelnovo Monti si tiene la festa del gruppo, a Ramiseto il 29 maggio si svolge la XI adunata provinciale. A novembre un’alluvione distrugge case e terreni in molte vallate Alpine. La sede nazionale indice una sottoscrizione e i nostri offrono in breve 126.000 Lire.
1967
Il 19 febbraio si riuniscono i gruppi di Scandiano, Baiso e Regnano. iIl 16 aprile ci si ritrova a Castelnovo Monti. Siamo alla vigilia della quarantesima adunata nazionale a Treviso.
Il 21 maggio è la festa di Cavola, il 28 maggio si costituisce il 31° gruppo di Quara con capogruppo Battista Lamecchi. Il 17 settembre a Casina si svolge la XII Adunata Provinciale. Alla adunata c’era anche il vecchio Aalpino Chicoun, sceso dal suo paese, perché era un triste giorno: tanti anni prima in questo giorno aveva avuto la notizia della morte del figlio in guerra.
1968
Il 17 e 19 marzo c’è la 41° adunata Nazionale a Roma solenne e suggestiva come sempre. il 30 giugno a Brunico 10.000 Alpini presenziano all’inaugurazione del Monumento all’Alpino distrutto nel 66 da un attentato. Continuano i raduni a Villa Minozzo e a Giandeto. il 15 dicembre si svolge l’assemblea generale dei 1.698 soci. Il Consiglio resta invariato. Si gettano le basi per ristrutturare la chiesetta di Beleo.
1969
Si Succedono gli incontri a Montalto, a Scandiano, a Montecchio, a Paullo, a Cerredolo, a Felina. Il 3 aprile ritorna al Teatro Municipale il coro ANA di Milano un grande successo artistico. Il 14 aprile scompare il colonnello Giuseppe Rossi nostro presidente della fondazione mutilato, invalido di Russia, medaglia di bronzo. il 27 aprile a Bologna si svolge la 42° adunata nazionale. Altre feste Alpine si tengono a Castelnovo Monti, a Roteglia e a Paullo. La quota sociale, in vista dei nuovi impegni per Beleo sale a L. 1000.
1970
Il 1 febbraio a Roncolo si riunisce il gruppo di Massa e viene eletto a nuovo capogruppo Ivo Ori. il 15 febbraio ci si ritrova col gruppo di Scandiano. a Brescia il primo maggio si svolge la 43a adunata nazionale con la sfilata di 150.000 Alpini, lancio di volantini dagli aerei e fumate Tricolori della pattuglia acrobatica di Ghedi. Il 12 aprile si fa riunione a Felina. Il 24 maggio si inaugura la chiesetta di Beleo, dedicata agli Alpini caduti. La chiesa è matildica di stile romanico posta su un colle vicino a beleo, circondata da boschi di querce, una chiesetta di particolare bellezza. Gli Aalpini hanno rifatto il tetto con vecchi coppi, eliminando la brutta e provvisoria copertura di lamiera ondulata. Sono stati restaurati i banchi e l’altare. Posta in fondo alla chiesa una bacheca in ferro battuto che racchiude una copia del nostro labaro con le quattro medaglie d’oro, la piccozza infranta disposta Croce, che richiama il lunotto della facciata su cui sta scritto:
sopra ogni Erta, sopra ogni cima
lasciammo a segnavia la penna nera.
E voi levate sui vostri tumuli
la picozza infranta.
Alla bacheca è legato un verde Albo d’onore con i nomi di tutti i nostri Caduti. Alla chiesa hanno lavorato gratuitamente il Cavalier Gino Virgili, il prof Gianni Bordoni, il Geometra Gatti, gli alpini di Beleo, Leguigno, Migliara e il comune di Casina. le offerte hanno raggiunto L. 933.000.
Il 6 dicembre si svolge l’assemblea generale dei soci alla sede della sezione. Con la quota sociale a L 1000 i soci da 1791 sono diminuiti come previsto a 1542. occorre migliorare L’attività dei gruppi. La festa di Sordiglio (Paullo) conclude l’anno.
1971
31 gennaio: arriva a Ciano D’Enza il gruppo Cadore formato dalla 64° compagnia del Feltre e dalla 41° e 4° batteria Agordo. L’incontro si ripete a Villa Minozzo il 6 febbraio: un ritorno alla giovinezza specie per i nostri Pesenti, Guidetti, Morani, Melegari, Brigati e il sindaco vecchio alpino Amedeo Gigli. il 14 febbraio a Scandiano, il 7 marzo A Regnano, festa dei gruppi. L’1 e 2 maggio e la volta della 44° Adunata nazionale a Cuneo. il 20 Giugno a Castelnuovo Monti ci si ritrova per la 15° Adunata Provinciale e la inaugurazione della via Ferrata degli Alpini sulla pietra di Bismantova. il consiglio viene riconfermato con la Presidenza di Pesenti e la vicepresidenza di Morani.
1972
È l’anno del Centenario degli Alpini nati il 15 ottobre 1872. Il 7 gennaio 1797 il congresso a Reggio nella sala del Tricolore in Municipio dei rappresentanti della Repubblica Cispadana proclamano loro bandiera il primo tricolore per cui Reggio e la Città del Tricolore.I colori della bandiera sono trasversali, il verde in basso, il bianco in mezzo, il rosso. Nasce l’idea di far riprodurre il primo tricolore e portarlo alle nostre manifestazioni più solenni e importanti.
Il 16 gennaio a Cerredolo viene inaugurata la sede del gruppo. Il 23 gennaio a Bosco di Scandiano. iIl 26 febbraio vi è l’apertura del Centenario e come in tutte le sezioni d’Italia gli Alpini rendono omaggio ai caduti e ai monumenti in piazza.
Continuano le feste dei gruppi e il 9 aprile nasce quello di Albinea con Aldo Gambarelli.
Il 6 maggio arriva a Reggio il battaglione Tolmezzo in servizio per le elezioni ai seggi. Spettacolo insolito a Reggio piena di Alpini.
Il 3 settembre a Ramiseto si svolge la XVI Adunata Provinciale. Il 23 dicembre il coro Val Dolo va in trasferta a Liegi e canta per i nostri emigrati sollevando un entusiasmo spettacolare.
1973
Il 21 gennaio a Brescia nuova manifestazione, presenti i nostri Alpini duel loro Comandanti, il Generale Donà e il Generale Ragnoli. In gennaio si costituisce a Collagna una sezione dello “Sci Club Alpini d’Italia”. Il 25 marzo viene asseganto il “Premio di fedeltà alla montagna” (L. 250.000) al Cav. Bartolomeo Pè del 1897. il 28-29-30 aprile Napoli accoglie la 46° Adunata nazionale. Centomila Alpini sfilano per la città fra una pioggia di fiori uno spettacolo di disciplina, di serietà e di amore per l’Italia.
Il 17 giugno ci accoglie Collagna per la XVII Adunata provinciale, ospite molto atteso il Ge. Donà. Nell’anno si susseguono le feste dei gruppi di Scandiano, Paullo, Albinea e Regnano, Quara, Casina, Villa Minozzo, Paullo e Vezzano.
1974
Il 13 gennaio l’assemblea generale dei Soci accetta le dimissioni di Pesenti e nomina sua successione l’Avv. Gino Morani, un giovane già della 76° e della 16° compagnia del Cividale che è dell’8° Alpini, cioè della “Julia”, gente piuttosto in gamba. Luigi Pesenti è nominato presidente onorario a vita. Il 4-6 maggio gli Alpini affollano Udine per la 47° Adunata nazionale. Il 23 giugno a Montecchio si radunano invece per la XVIII Adunata provinciale.
Nell’anno si svolgono numerose riunioni a cui presiede sempre il nuovo Presidente Morani. Sul “Monte di Sordiglio” gli Alpini di Paullo hanno eretto un cippo monumentale con i nomi di tutti i loro Caduti. Attorno alla chiesa di Beleo è stata acquistata la zona boschiva, ed è stato rimboschito il prato con frassini e querce. I soci sono 1483. Quota L.1.500
1975
Il 15 – 17 marzo Firenze accoglie la 48° Adunata Nazionale. I nostri erano oltre 300 con bandierone ammirato e applauditissimo. Grande successo del Coro Val Dolo. Il 20 aprile a Cavriago si forma il nuovo gruppo (35° ) con Giuseppe Spallanzani. Seguono riunioni di Succiso, Sordiglio, Ramiseto, e molte altre. Il 4 giugno rimpatria dall’Eritrea la salma gloriosa del Ten.Col. Vasco Agosti, medaglia d’oro a cui si intitola la nostra sezione. Il 6 luglio si svolge a Villa Minozzo la XIX Adunata Provinciale con l’inaugurazione di un Busto Alpino. Diverse le riunioni successive. I Soci sono 1576. La quota sociale sale a L.2.000. Gli Alpini di Cavriago prestano volontaria assistenza alla Casa della Carità.
1976
11 gennaio si svolge l’assemblea generale dei soci. Il 7 marzo a Cerreto Lago si svolge il secondo trofeo dei vecchi e dei bocia con 300 concorrenti.
Il 19 e 21 marzo Padova vede 200.000 Alpini riuniti per la 49° Adunata Nazionale. Il 6 maggio in Friuli la terra trema devastazioni enormi, morti, feriti. Si riunisce il consiglio con tutti i capigruppo gli argomenti e gli obiettivi da realizzare sono molti: viveri, materiali, letti, coperte, tende, vestiti, offerte e lavoro volontario per ricostruire.
Gli alpini di Cerredolo partono per primi con tre autocarri colmi per Udine. Seguono con materiali, farina, viveri, vino, gli alpini di Cavriago con due autocarri. le spedizioni si susseguono e portano di tutto. Carpineti ha inviato 4 autocarri di materiale edilizio.
100 volontari nostri, compreso il presidente Morani, si alternano all’ottavo cantiere di Osoppo diretto dall’ingegner Less, genovese per periodi di 10-15 giorni.
Il 3 ottobre si svolge a Cerredolo la XX Adunata Provinciale. L’avv Morani viene eletto Consigliere nazionale. I Soci sono 1597. La quota sociale sale a L. 3.000 per far fronte a tanti impegni sociali.
1977
Il 9 gennaio: assemblea generale dei soci. Il bilancio ritorna in attivo. Il 21 Febbraio Cavriago inaugura la sua sede nelle scuole. Il 27 gennaio a S.Giovanni di Querciola la riunione dei gruppi di Albinea e di Regnano ci offre l’occasione per ascoltare il Coro “Superstiti dell’Appennino”.
Il 14 – 15 maggio Torino ospita la 50° Adunata nazionale. Torino è trasformata. Sui muri, con spray rosso ci sono scritte di benvenuto. Festa di cuori, festa del tricolore e della Patria nostra: Torino è tutta nelle strade a fraternizzare con gli Alpini. Il Presidente del governo. On.Andreotti, decora il labaro nazionale con una medaglia d’oro al merito civile per il soccorso al Friuli.
Il 4 giugno gli Alpini di Udine fanno visita ai giovani studenti della “Boiardo” di Scandiano. Fra gli studenti e gli Alpini friulani è intercorsa un’affettuosissima corrispondenza in lettere, offerte per i terremotati, poesie di una bellezza particolare, pubblicate poi su L’Alpino Reggiano.
In giugno- settembre 40 nostri volontari si alternano per 350 giornate lavorative nei cantieri di Venzone, Villa Santina, Tarcento. Colpo grosso: il nostro presidente Morani e il presidente modenese Cortellini, ottengono dall’Assopiastrelle il dono di 10.000 metri quadrati di piastrelle per un valore di almeno 30 milioni di Lire!
Il 14 giugno si riunisce il gruppo di Castelnovo Monti che nomina capogruppo Marino Bizzarri.
Veniamo a conoscenza che una medaglia d’argento al valor militare è stata concessa a Fernando Riatti di Cerrè Sologno, per un savataggio in una valanga a Malga Mezzacosta che gli costò la vita.
Il 19 giugno a Vetto si svolge la XXI Adunata provinciale. Il 3 luglio Succiso è in festa e piena di tricolori: inaugura il suo “Monumento agli Alpini” scoperto e benedetto mentre la fanfara suonava l’Inno del Piave.
Il 3 settembre si svolge la riunione degli Alpini di Giandeto. Il 24-25 settembre ci si ritrova a Mestre per la consegna dell’olio per le lampade del Santuario dei Cappuccini.
Il 6 novembre a Cerredolo, la vittoria dei nostri padri viene commemorata e per l’occasione viene inaugurata la Fontana de La Ca’, opera pregevole e utile, ricostruita dove esisteva un’antica fontana. La fontana è dedicata al Cav. Primo Dallari e all’Alpino Domenico Palladini, caduto in Albania.
I soci sono 1650 in 35 gruppi. L’assistenza ha fornito medicinali, ha seguito a buon fine diverse pratiche, ha elargito un sussidio di L 100.000 alla famiglia di un Alpino deceduto a 40 anni per un incidente.
1978
Il 28 gennaio il gruppo di Beleo – Leguigno – Migliara si è riunito a Pietranera di Vedriano sul tema ” Uniti sotto la naja, uniti dopo la naja”.
L’11-12 febbraio a Cerreto Laghi doveva svolgersi il 12° Campionato Nazionale di Slalom Gigante, ma le proibitive condizioni atmosferiche hanno impedito lo svolgimento della gara.
Il 23 marzo è mancato all’affetto della famiglia e degli Alpini il Presidente Onorario Luigi Pesenti. Aveva profuso fra gli Alpini tesori di bontà, di cordialità, di ospitalità: la sua casa era la casa degli Alpini.
Il 13 e 14 maggio a Modena si svolte la 51° Adunata Nazionale, la città è tutta brulicante di Alpini anche se piove e fa freddo. La sfilata di 200.000 Alpini dura cinque ore, applauditissima dalla gente, che da tempo non ha visto tanta cordialità, tanta gentilezza e compostezza.
Il 18 giugno la XXII Adunata provinciale si svolge a Cavriago, con le maggiori autorità di Reggio e Cavriago. In novembre nasce la figura degli “Amici degli Alpini” con tessera e bollino diversi, simpatizzanti contemplati dal regolamento nazionale e sezionale.
La sede sociale è stata rimessa a nuovo da Prodi e Manenti. I soci sono 1622 in 36 gruppi, con un magnifico presidente Avv. Gino Morani. Prosegue l’assistenza medica e legale. L’Alpino Reggiano è al 25° anno di età.
1979
L’11 febbraio assemblea generale dei soci con commemorazione dei soci deceduti nel ’78. Sempre cordialissime e festose le feste di Vetto, Albinea, Regnano, Vezzano, Giandeto, Beleo-Leguigno-Migliara, Felina, Castelnovo Monti.
Il 6 maggio a Villaberza si inaugura il 37° gruppo con capogruppo Romano Corti. La famiglia cresce sempre di più.
Il 19-20 maggio Roma accoglie gli Alpini per la 52° Adunata Nazionale. Sono oltre 300.000. Giovanni Paolo II tiene la udienza agli Alpini in Piazza S.Pietro e alla fine si mette in testa un cappello alpino. La sfilata della domenica è solenne e spettacolare sulla via dei Fori imperiali.
I gruppi sono 37 con 1638 soci. Quota social a L. 4.000 Gli amici degli Alpini sono 96. La sede sociale è stata munita di riscaldamento a gas e di telefono. L’Alpino Reggiano è sempre attivo.
1980
Il 19-20 gennaio a Brescia si svolge la commemorazione annuale di Nikolajewka simbolo del sacrificio degli Alpini nella seconda guerra mondiale.
Il 7 marzo è mancato a Savognatica di Carpineti il M.o Mario Fontanesi, direttore e istruttore del Coro Val Dolo.
Il 15 marzo viene in visita alla sezione il Presidente Nazionale Gr. Uff. Franco Bertagnolli.
Il 3-4 maggio a Genova si svolge la 53° Adunata nazionale. Fin dal 1 maggio Genova e tutta la Riviera sono piene di Alpini e di canti. Le accoglienze sono ben diverse da quelle di Roma. Genova è piena di tricolori e la gente è tutta fuori di casa a fraternizzare con gli Alpini. Superba la sfilata di domenica, durata 5 ore con 300.00 Alpini.
Il 6 luglio si svolge a Castelnovo Monti la XXIV Adunata provinciale preceduta da un’affettuosa lettera augurale del Pres. Bertagnolli. In piazzale Gramsci spicca e si fa applaudire la fanfara della Tridentina, affiancata dalla nostra fanfara di Felina. Dice Morani “il mondo capirà che il nostro cuore è sulla via giusta!” Il 31 agosto si inaugura a Sordiglio la Via degli Alpini, strada comunale che va da Casa Vignali al bivio per la chiesa di Paullo.
il 14 settembre la Pro-Loco di Minozzo organizza la Festa dell’Alpino con le autorità di Reggio e di Villa. In settembre a S.Maria in Ventasso si vedono realizzati i primi lavori: sono state restaurate la porta d’ingresso, le finestre, riverniciati i banchi.
I soci sono 1686. La quota sociale è di L. 5.000. Sono state evase 203 prescrizioni con 669 medicinali seguite 88 pratiche varie. Il fondo assistenza nazionale ha elargito L 500.000 a Campani Sergio (Fabbrica di Pantano) per un grave danno subito. Il Fondo Luigi Pesenti viene assegnato in parte ai terremotati, in parte a Franzini Giovanni di Taviano. Si raccolgono fondi per i terremotati: L. 1.107.000.
1981
L’assemblea generale dei soci si tiene l’11 gennaio. Si mette in risalto il bisogno d’aiuto ai terremotati. L’A.N.A. è già sul posto a Pescopagano, Bella, Muro Lucano con tecnici e volontari. “Mai stanchi” duce un altro motto e il consiglio viene nell’idea di restaurare la casa della sig.ra Noemi, presso l’Oratorio di S.Giovanni di Cavriago, con la collaborazione dei gruppi di Reggio e Cavriago. Si raccolgono anche offerte per la chiesetta del Ventasso L. 524.000
Il nostro bandierone, ormai logoro e stinto, è stato rifatto gratuitamente dalla ditta Sisto Fontanili di Reggio Emilia. La spesa per le rifiniture, il sacco contenitore sono state offerte da Giovanni Margini. A noi è rimasta solo la spesa della stoffa.
Il 21 febbraio a Campagnola Emilia nasce il 40° gruppo della sezione, che vuol riunire i non molti alpini della pianura Reggiana: viene chiamato Valgranda, visto che il territorio è molto vasto e suddiviso tra 20 comuni.
Il 9-10 maggio Verona ospita la 54° Adunata nazionale. La nostra sezione ha sfilato col bandierone, il vessillo, la bandiera cispadana (primo tricolore), la fanfara di Felina, i Cori Val Dolo e Superstiti, 30 gagliardetti e oltre 600 Alpini. Entusiasmante la sfilata di oltre 300.000 Alpini.
Il 16 giugno a Gazzolo di Ramiseto muore eroicamente l’Alpino Zanni Domenico di anni 64 nel tentativo di salvare una bimba è stato travolto da un pesante trattore. Scrive Orfeo Malagoli ” in questa epoca in cui l’abnegazione e l’altruismo diventano virtù sempre più rare, merita, sottolineare come nell’animo degli Alpini alberghi sempre l’alto senso di generosità nei confronti del prossimo, anche a costo della propria vita”.
Il 12 luglio Collagna ospita la XXV adunata provinciale. Il 4 ottobre S.Messa in memoria dei nostri Caduti a Beleo e inaugurazione dell’illuminazione, presente il Sindaco Cristofori e le gentili signore del Lioness Club, che hanno contribuito alla nuova opera per la Chiesetta Votiva, realizzata da Gino Capelli, da Gino Virgilli, da Alpini di Beleo, Leguigno, Migliara, Paullo, Casina. L’opera è costata L. 1.230.000
Prescrizioni evase nell’anno 160 con 530 medicinali, 120 pratiche varie trattate e seguite. Gli alpini di Montecchio hanno offerto 450.000 per l’autoambulanza dell’ospedale. Il consiglio è riconfermato in carica.
1982
La commemorazione del Gen. Reverberi si svolge a Cavriago e a Montecchio. Il 24 gennaio a Brescia si tiene la commemorazione annuale di Nikolajewka. L’8 marzo muore Luigi Reverberi con coraggio e serenità. Scompare con lui un amico caro e fraterno direttore de L’Alpino Reggiano dal 1972. 8-9 maggio a Bologna si svolge la 55° Adunata Nazionale che vuole ricordare i Caduti nell’attentato della stazione di Bologna, con un’adunata di gente che conosce e aspira alla vera pace e all’amore fra la gente.
Il 25 luglio si inaugura a Ventasso il restaurato oratorio rifugio e il 23 giugno l’oratorio di San Giovanni di Cavriago.
Nell’arco dell’anno si ripetono gli incontri nei gruppi, per rinsaldare le file della nostra famiglia che cresce sempre: nello scorso anno le 187 nuove iscrizioni hanno ringiovanito la sezione, col concorso dei giovani Alpini con lo stesso animo, con lo stesso spirito che sostituiscono le belle figure dei vecchi Alpini scomparsi.
Così per sempre. E siccome ogni storia ha una sua morale, scriveva il Manzoni, anche la nostra ne ha una e ci viene suggerita da quei bimbi, che in lunga fila portavano l’acqua sul Monte di Ligonchio, per la costruzione del Monumento Faro: è soprattutto il cuore che conta, tutto il resto è povera cosa.
(Storia tratta da il libro “Penne Nere Reggiane” 1932-1982 – Cinquant’anni di vita Alpina.

