Protezione civile

La Protezione Civile in Italia

Nel 1976, in occasione del terremoto del Friuli, l’A.N.A. ha partecipato alle attività di soccorso offrendo sostegno e supporto alla popolazione.

Da quel momento, l’Associazione Nazionale Alpini ha preso coscienza del suo patrimonio di competenze, altruismo e entusiasmo e di quanto il suo aiuto potesse essere fondamentale in caso di calamità e emergenza.

Sulla base di questa considerazioni, all’inizio degli anni ottanta è stata fondata la Protezione Civile dell’A.N.A. .

Da quel momento essa si è evoluta, intervenendo laddove ve ne fosse la necessità anche tramite un sempre maggiore addestramento e acquisizione di mezzi e materiali.

La Protezione Civile dell’A.N.A. oggi

La Protezione Civile è organizzata come “Servizio Nazionale” e comprende tutte le strutture e le attività volte a tutelare l’integrità delle persone, i beni, gli insediamenti e l’ambiente dai danni o dal pericolo derivanti da calamità naturali, catastrofi e da altri eventi.

Nel corso degli anni la gestione operativa è stata progressivamente trasferito dallo Stato alle regioni: attualmente il Dipartimento della Protezione Civile, impersonato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, indirizza le attività del Servizio Nazionale di Protezione Civile, e qualora vi sia una dichiarazione dello stato di emergenza, le coordina, in accordo con i Governi regionali.

Essa si occupa principalmente di previsione e prevenzione delle varie ipotesi di rischio, con interventi di recupero, bonifiche ambientali e tutela del territorio, con particolare attenzione alle zone montane e dell’intervento in caso di emergenza.

Tra gli interventi realizzati negli ultimi anni ricordiamo il contributo per l’emergenza epidemiologica causata dal virus Covid-19 e la realizzazione dell’ospedale da campo utilizzato in Armenia, Albania e per le varie esigenze nazionali.

La Protezione Civile di Reggio Emilia

Tutto ebbe inizio da quando Ivo Castellani fu chiamato,nei primi anni ottanta dall’allora CDN nella persona del presidente nazionale Vittorio Trentini, a costituire unitamente ad Antonio Sarti di Bergamo e a Gabrio Merson di Trieste la prima Commissione di protezione civile ANA.

Subito dopo si aggiunse il dott. Lucio Losapio di Bergamo in quanto stava già lavorando al progetto dell’ospedale da campo dell’ANA poi si aggiunse Corrado Perona,futuro Presidente Nazionale.
Tracciate le prime linee guida la Sezione iniziò ad ipotizzare e a realizzare i primi nuclei operativi basati essenzialmente su volontari alpini con gia l’inserimento di qualche aggregato specialmente nel campo specialistico vedi per esempio lo staff medico infermieristico partito per l’Armenia in occasione del devastante terremoto, era il 7 Dicembre 1988 la squadra era formata da quindici specialisti ,medici e
infermieri e nel frattempo arrivò anche il nostro ospedale da campo.

Nel 1985 in occasione dell’Adunata Nazionale di La Spezia la Sezione di Reggio Emilia fu la prima presentersi in forma organizzata e con un equipaggiamento adeguato previsto da l’allora commissione Nazionale. Iniziarono anche piccoli interventi per poi arrivare dopo la storica esercitazione nazionale ANA3 a partecipare a tutti gli eventi catastrofici in Italia e all’estero. Oggi la nostra protezione Civile rappresenta il motore della Sezione grazie anche all’apporto dato dai vari Presidenti che negli anni si sono succeduti per arrivare ai giorni nostri con Ettore Benassi e soprattutto dal Presidente Albert Ferrari che ha supportato da prima la Sezione nel Coordinamento per poi esporsi in prima persona in quanto Presidente.